Anche nella prefettura XIII nel quadrante nord della capitale alcuni oratori parrocchiali hanno sviluppato un progetto di formazione per adolescenti e adulti finanziato dal Bando Oratori 2025 del COR sostenuto dai fondi dell’8X1000 della CEI. Le parrocchie partecipanti (San Melchiade, Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, Santa Elisabetta e Zaccaria e San Filippo Apostolo) già da qualche anno camminano insieme in un percorso di sostegno ed accompagnamento degli oratori parrocchiali del territorio sostenuti dalla presenza di uno staff di responsabili che promuovono la pastorale oratoriana in questa prefettura in piena collaborazione con i parroci delle comunità coinvolte.
“La Rete Oratori Roma Nord”, racconta Anna Pia, membro dello staff e responsabile dell’oratorio di San Melchiade, “per il secondo anno, ha partecipato al Bando Oratori del COR. Il progetto è stato orientato principalmente alla formazione di giovani animatori e del gruppo adulti che condividono i valori della comunità. A tal fine sono stati proposti momenti formativi finalizzati a sviluppare la capacità di mettersi in gioco e maturare una maggiore consapevolezza dell’importanza del servizio svolto, nonché del valore educativo dell’impegno in oratorio. La progettazione ha tenuto conto delle diverse caratteristiche ed esigenze delle singole realtà parrocchiali coinvolte. Gli impegni pastorali già presenti nei calendari delle quattro Parrocchie hanno reso necessario posticipare la programmazione delle attività all’inizio del 2026, al fine di garantire una partecipazione più ampia e una migliore organizzazione delle iniziative”.
“Il percorso formativo è stato sviluppato”, spiega Anna Pia, “organizzando la formazione a seconda dei destinatari, riservando un primo incontro ai giovani più grandi delle comunità coinvolte, che svolgono in qualche modo già alcune funzioni di responsabilità. Questa iniziativa ha previsto un laboratorio formativo realizzato in collaborazione con la cooperativa Pepita Onlus di Perugia, rivolto a ragazzi ed animatori, pensato per coloro che riconoscono nell’oratorio un’esperienza significativa della propria vita ma desiderano riflettere sul ruolo attuale di tale realtà nel loro percorso personale. Durante l’incontro sono stati approfonditi temi chiave quali l’evoluzione dei bisogni in relazione alla crescita, la costruzione e il mantenimento di relazioni significative, la promozione del protagonismo individuale nel cammino educativo e il valore dell’appartenenza a una comunità. Le proposte di attività laboratoriali condivise con i ragazzi hanno consentito loro di riflettere su quanto sia importante la loro presenza in oratorio e su come, anche se possono dedicare un tempo limitato rispetto a qualche anno fa, la loro partecipazione possa comunque essere significativa. Ognuno, con ciò che è e con ciò che sa fare, può contribuire alla vita dell’oratorio e della comunità”.
“Per il secondo anno consecutivo, la formazione finanziata dal COR ha previsto anche il l Corso Don Bosco, ideato e organizzato interamente dagli animatori di Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, che si rivolge sia ai ragazzi già inseriti nelle realtà dell’oratorio sia a coloro che vi si avvicinano per la prima volta. Anche quest’anno l’invito è stato accolto con molto interesse dai ragazzi delle parrocchie che fanno parte della rete cominciando ad inserire nell’equipe che ha preparato il Corso e accompagnato i partecipanti anche ragazzi della parrocchia di San Melchiade che lo avevano ricevuto lo scorso anno. Il percorso formativo ha affrontato tematiche quali il bambino, il gioco, l’attività, il gruppo, la catechesi e la fede, alternando momenti teorici a laboratori, dinamiche di gruppo e occasioni di condivisione”.
“Il terzo appuntamento si è svolto presso la Parrocchia di Sant’Elisabetta e Zaccaria ed è stato realizzato anch’esso a cura di Pepita con il titolo “Sale e Luce. Adulti affidabili per i giovani di oggi”. Il laboratorio ha consentito di sviluppare competenze educative mirate a riconoscere e comprendere i bisogni degli adolescenti/ragazzi, considerati nel loro percorso di crescita, al fine di costruire relazioni autentiche e significative e valorizzare i talenti dei giovani che sono o saranno accolti in oratorio, promuovendo così un ambiente educativo inclusivo e partecipativo”.




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