“Ragazzo, dico a te, alzati !”: l’invito ai giovani di VO2025 di don Andrea Cavallini, assistente del COR

Con la solenne celebrazione inaugurale si è aperto oggi Villaggio Oratorio 2025 presieduta dal nuovo assistente ecclesiale del COR, Andrea Cavallini. “Le attività di questa esperienza sono state preparate per voi dai vostri educatori in questi mesi” ha sottolineato rivolgendosi agli oltre 110 adolescenti e giovani presenti a Casa Versiglia a Genzao e all’equipe di educatori che li ha accolti. “Considerate che loro vi hanno pensato prima ancora che arrivaste qui, sia chi è già stato a Villaggio Oratorio, sia chi è qui per la prima volta. Tutto è stato pensato per voi perché possiate vivere una esperienza doppia: sia una di amicizia fra di voi, che richiede l’impegno di tutti per aprirti per stare in amicizia con gli altri.  Attraverso questa esperienza potrete incontrare il Signore profondamente. Questi sono giorni per voi di formazione, per la vostra vita cristiana e per essere animatori al servizio della Chiesa. Approfittate di questa condivisione perché sono giorni belli, pensati apposta per voi, una grande occasione di incontrare il Signore”. Commentando il Vangelo del giorno, don Andrea ha rivolto ai giovani la frase di Gesù “Ragazzo, dico a te, alzati!” incontrando il corteo funebre dell’unico figlio di una madre vedova. Ha chiesto a tutti di immaginare di sentirsi chiamati per nome e che questo appello sia per ognuno. “Se Gesù dice questa parola a te”, ha sottolineato don Andrea. “Cosa ti sta dicendo, da che cosa ti devi rialzare, da quale situazione sei fermo, come morto? Qual è il dolore della tua vita da cui Gesù ti chiama ad uscire, a risorgere? Questa è la domanda di partenza di questi giorni di Villaggio Oratorio 2025: dovete guardarvi dentro, tutti noi portiamo (a volte ben nascosto) un dolore nel cuore. Il Signore Gesù ti dice: Alzati! Risorgi da questa cosa che ti ferma! Prendi questi giorni come occasione di resurrezione. Per viverli così, devi intanto pensare alla tua situazione di partenza, a quali sono quelle parti di te che sono come morti, che hanno bisogno di risorgere. Affidiamo al Signore e all’azione dello Spirito Santo che operi dentro di noi e faccia diventare il nostro cuore aperto, innamorato di Lui e pronti a stare con gli altri”.