#StoriediOratorio: 50 anni di oratorio a Santa Maria della Fiducia

Una comunità in festa per ringraziare del dono ricevuto

#StoriediOratorio: 50 anni di oratorio a Santa Maria della Fiducia

Una chiesa come quella che disegnavamo tutti da bambini con un campetto addobbato a festa ha accolto in
una assolata domenica centinaia di bambini, ragazzi, giovani e famiglie della parrocchia di Santa Maria della
Fiducia nella Borgata Finocchio sulla Casilina in occasione della grande festa per i 50 anni dell’oratorio
parrocchiale.

La giornata, aperta con una gioiosa e affollata celebrazione eucaristica presieduta dal parroco,
don John Harry Bermeo Sanchez, era tutta dedicata alla gioia di ritrovarsi per ringraziare il Signore per
questo importante anniversario.  Alla S. Messa erano presenti anche alcuni sacerdoti che hanno prestato servizio in questa parrocchia della periferia est di Roma, come don Mauro Savio e don Prakash, attualmente a San Giustino nel quartiere Alessandrino.

50 anni di storia e di grazia da quel lontano 1972, quando l’allora parroco don Pasquale Cipriani, insieme al suo vice don Lorenzo Meati, desiderarono avviare l’oratorio parrocchiale per accogliere bambini e ragazzi e creare un luogo sano di accoglienza e di evangelizzazione, seguendo la metodologia del Centro Oratori Romani e inserendo sin da subito giovani ed adolescenti per l’animazione delle attività. La tradizione non si è mai interrotta attraverso tante generazioni di animatori e catechisti che, con passione e coraggio nonostante gli spazi non fossero particolarmente grandi, hanno saputo accogliere migliaia di bambini e ragazzi proponendo una esperienza significativa e indimenticabile.


Proprio questa profonda riconoscenza per quanto vissuto insieme si respirava ieri durante la celebrazione
animata dai giovani dell’oratorio, ma con la presenza festosa di tanti adulti che sono passati per le sue file
in questi 50 anni. Da genitori e addirittura da nonni hanno voluto condividere questo storico traguardo
insieme ai giovani che ne hanno raccolto il testimone e che in questi anni stanno portando avanti la
missione dell’oratorio, mantenendo intatto il desiderio di portare Gesù a tutti i più piccoli attraverso il
gioco, l’animazione ma anche la catechesi e la preghiera.

A nome di tutti gli animatori, di oggi, di ieri ma anche del futuro, Mattia, prendendo la parola a conclusione della S. Messa, ha voluto sottolineare cosa abbia rappresentato per tutti l’Oratorio di Santa Maria della Fiducia in questi decenni. La sua testimonianza racconta con commozione cosa opera questa esperienza nel cuore dei bambini, ragazzi e giovani che la vivono. Per questo abbiamo deciso di pubblicarla integralmente dando voce ancora una volta a quei catechisti e animatori che ogni domenica con dedizione sono pronti ad offrire il loro servizio gratuito e appassionato alle giovani generazioni nelle parrocchie della Diocesi di Roma.


Ecco il suo racconto:


“Oggi il nostro oratorio festeggia 50 anni dalla sua nascita. 50 anni in cui ci siamo divertiti, abbiamo
giocato, abbiamo scherzato, riso, lavorato. 50 anni di ricordi, di vacanze, di campi estivi con un mare di
bambini da controllare, 50 anni di noi, animatori e catechisti, che abbiamo passato l’adolescenza qui, in
quella che per molti che sono in questo cortile oggi è una seconda casa… per un periodo della vita anche la
prima casa. Siamo stati qui sempre, a volte la sera prima di un esame importante, a volte rinunciando a
un’uscita con gli amici di scuola che questo posto non lo capivano, o semplicemente non lo conoscevano.
Perché, come si fa a non capire l’oratorio? L’oratorio, il nostro oratorio, è difficile da spiegare, ma se lo vivi,
è così facile da capire! L’oratorio se ne frega delle classi sociali, l’oratorio cancella le differenze, l'oratorio ti
fa superare i limiti, l'oratorio unisce le generazioni: quante volte sentiamo discorsi e racconti di chi oggi ha
60 anni e ti sembra di aver vissuto le stesse cose. L’oratorio rende la Parrocchia accogliente, l’oratorio rende
la Parrocchia bella, l’oratorio rende la Parrocchia il posto in cui ognuno vorrebbe portare i propri figli.
L’oratorio unisce, l’oratorio insegna, l’oratorio educa. In oratorio ho imparato a pitturare con le mani, a
cantare e a ballare, in oratorio ho imparato che se vuoi fare del bene, puoi. Non importa se hai 8 anni, non
importa se non ti senti bello, simpatico, in oratorio sei il numero uno, in oratorio sei importante, in oratorio
se non ci sei tu manca qualcuno, e si nota. In oratorio ci sono i cattivi, ma non la cattiveria, in oratorio ci
sono gli invidiosi, ma non l’invidia, in oratorio ci sono i prepotenti, ma la prepotenza non viene tollerata. Se
sei cattivo, invidioso, prepotente… o si cambia o prima o poi ti troverai fuori luogo: il cattivo non troverà alleati, l’invidioso non avrà niente da invidiare, il prepotente non sarà spalleggiato. Ai timidi, ai miti, ai
buoni, a chi fa la pace per primo, a chi pensa che è meglio un amico che 100 follower, a chi sa dire grazie,
l'oratorio è casa vostra. Io il paradiso lo immagino così, come il mio oratorio: un pallone, la musica, e tanti
bambini. La pasta al sugo di Don Gerardo a Colle del Sole e il fischietto e le campane che chiamano tutti per
l’angelus di fine giochi. Se il paradiso è meglio di questo non lo so, ma già così… è bellissimo!”

- Mattia, Oratorio di Santa Maria della Fiducia -

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