Mons. Ruzza al COR: l’oratorio luogo di diaconia e di ascolto

Mons. Ruzza al COR: l’oratorio luogo di diaconia e di ascolto
Come previsto è stato mons. Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare a Roma, ad aprire i lavori del Seminario di Pastorale oratoriana che tradizionalmente lancia l’anno pastorale del COR. “Papa Francesco ci ha chiesto di vivere l’ascolto del mondo in cui viviamo. In Diocesi ci è stato chiesto un cambio di passo nelle attività e nel nostro atteggiamento. Anche in oratorio, importante strumento pastorale, è possibile questo ascolto anche se a Roma c’è ancora tanto da fare, non abbiamo la lunga tradizione ambrosiana, ma il COR rappresenta qualcosa di prezioso. La sfida è impegnativa e noi dobbiamo porci in ascolto dei bambini, farci provocare da loro creando spazi di ascolto. La prima provocazione viene dal Vangelo che ci chiede di ‘diventare come bambini’, di porli al centro, di ascoltarli. Se non li ascoltiamo non ascoltiamo nemmeno il Maestro”.

Mons. Ruzza ha invitato i presenti, animatori, sacerdoti, religiosi e giovani a prendere a modello la Vergine Maria che ha custodito tutto quanto ascoltava nel suo cuore. “Per ascoltare dobbiamo fare spazio dentro di noi a coloro che abbiamo davanti, ai bambini. E’ necessario fare un lavoro di ascesi, vivere un ascolto ricettivo accogliendo i doni che l’altro sa offrirci”. Il Vescovo ha tenuto a sottolineare che l’oratorio non deve rappresentare una ‘stazione di servizio’, un erogatore di comodità per i genitori che vi sistemano i figli ma un luogo dove le giovani generazioni possano percepire il grande amore gratuito del Padre attraverso la vita, le parole e le attitudini dell’educatore.

“Il servizio educativo va vissuto come un fiume di bellezza che si poggia su una solida formazione spirituale, un continuo confronto con la Parola. Non siete educatori professionisti – ha sottolineato con forza mons. Ruzza ricordando come nella Chiesa italiana ci si sia interpellando anche su queste nuove figure educative in oratorio – ma discepoli innamorati. Siete invitati a vivere una diaconia che sappia ascoltare donando il proprio cuore all’educando, ponendo attenzione e cura all’annuncio evangelico, comunicando una vita spirituale da altissima temperatura. Non è un volontariato, che pure è cosa buona, ma un servizio, un ministero ecclesiale che vi viene consegnato dai vostri parroci e pastori quali educatori e testimoni che esercitano un ministero che incide nel cuore dei ragazzi a cui siete mandati “.

Ricordando le parole dell’Esodo che guidano il percorso diocesano, mons. Ruzza ha ricordato come l’educatore sia chiamato ad uscire da se stesso e l’oratorio ad essere luogo di incontro non meritocratico ma dove il senso di libertà va insieme a quello di appartenenza, al sentirsi a casa, dove poter esercite la propria donazione comunicativa. “Solo un cuore materno, come quello di Maria Santissima, sa ascoltare, mettere insieme le parole, cogliere il nesso e custodire tutto nel proprio cuore prendendoci sul serio come fa Dio”.

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