Lo Bascio: VILLAGGIO ORATORIO non resti una esperienza isolata!

Lo Bascio: VILLAGGIO ORATORIO non resti una esperienza isolata!

Caro don Dario,

tutti noi siamo venuti fin qui da tante parti diverse di questa infinita città, perché avevamo nel cuore un sogno: educare un bambino. Annunciare a lui quella grande possibilità di vita buona che è il Vangelo di Gesù. Accompagnarlo nella scoperta dei suoi talenti, che sono la grazia che il Signore. ci dona per stare al mondo e farlo più bello. Insomma avevamo, abbiamo un sogno grande nel cuore e sapevamo che non potevamo realizzarlo da soli. “Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio” dice il noto proverbio africano che abbiamo preso come motto in questi giorni. Per questo abbiamo messo su “Villaggio Oratorio”. Lo abbiamo fatto insieme: giovani e adulti, qualcuno con tanta esperienza e qualcuno che invece muove i suoi primi passi nel servizio, persone capaci di grandi ragionamenti e persone capaci di creare legami, chi è bravo nell’organizzazione e chi nell’immaginazione, parrocchie di lunga tradizione e parrocchie più nuove. E non potevamo che farlo così perché non c’è altro modo che fare la Chiesa se non esserla, perché nell’Oratorio c’è posto per tutti, perché nel Vangelo sì salva tanto il discepolo prediletto quanto il ladrone pentito. Non è questione di capacità o di bravura, ma di desiderio. Delle vostre equipe - cari ragazzi - o di chi ha condotto un laboratorio o in coloro che in qualche modo hanno dato una mano servendo il pranzo o la merenda o preparando una preghiera o una serata, forse avrete conosciuto non solo le doti ma anche i limiti, le fragilità, le insicurezze: non sono stati questi a fermarli perché - ne sono certo - nei loro occhi avete visto brillare il desiderio di stare con voi, di volervi bene, di dirvi una parola buona. Sono stati quattro giorni di grazia… che non resti un’esperienza isolata! Che da questo villaggio oratorio possiamo tornare nelle nostre realtà sgangherate e amarle un po’ di più. Che possiamo prendere il coraggio di mollare quei pesi che ci trattengono a riva e salpare per l’avventuroso viaggio della vita. È il Signore che ci chiama: ci dice “vieni, vedi, c’è un mare più grande del tuo piccolo mondo, puoi navigare insieme agli amici che hai incontrato, puoi prendere per mano i bambini che ti affido e con loro cambiare aria, cambiare rotta, riempire il cuore del mio amore.” L’Oratorio non è una cosa da fare. Dice Antoine de Saint-Exupéry: “Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito”. Questo è l’augurio che faccio a tutti noi, ma a voi di più!

(intervento del Presidente del COR alla S. Messa conclusiva con S.E. mons. Dario Gervasi, vescovo ausiliare della Diocesi di Roma per il settore Sud)

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