60 Anni a Regina Mundi: un oratorio storico che parla di futuro

60 Anni a Regina Mundi: un oratorio storico che parla di futuro

“L’oratorio è…? “chiediamo ai bambini radunati nelle sale dell’oratorio di Regina Mundi nella domenica di festa per i 60 anni di questa realtà che ha accolto nei decenni migliaia di ragazzi della periferia di Torre Spaccata. “Bello, divertente, fantastico, meraviglioso, dove si impara a conoscere Gesù, dove trovo tanti amici” è il racconto festoso che i piccoli Gabriele, Mia, Giovanni, Edoardo, Noemi, Alessio, Valerio, Elisa e molti altri ci regalano per descrivere l’esperienza che stanno vivendo, loro bambini del XXI secolo ma accolti con lo stesso spirito di quei catechisti che all’inizio degli anni ’60 radunavano i ragazzi di questo quartiere. “Dove c’è Oratorio c’è Casa” urla uno dei bambini, leggendo la frase che campeggia su muri della stanza accogliente che li ospita ogni domenica. Una casa per tutti è stato l’oratorio di Regina Mundi che si ritrova in una grigia domenica di novembre per fare memoria delle tante grazie ricevute nel corso di questi 60 anni. Non ci sono solo giovani all’oratorio oggi ma tanti adulti, qualche anziano con i capelli bianchi che in questi decenni sono passati per le fila dei catechisti ed animatori di questa parrocchia. Una comunità che ha visto sorgere l’oratorio ancora prima della dedicazione delle chiesa parrocchiale, che festeggerà i 60 anni il prossimo 8 dicembre, come ci ricorda il parroco, Padre Francesco Sciarelli. “L’esperienza della comunità parrocchiale si è subito agganciata a quella dell’oratorio: un luogo dove bambini e ragazzi venivano radunati instaurando relazioni significative basate sulla scoperta dell’amore di Dio. Un cammino comunitario che si manifesta ancora nel giocare insieme, nel pregare, nel celebrare. Da sempre l’oratorio ha in questo quartiere catalizzato l’attenzione dei giovani. Adesso molto è diverso e in questi mesi ci stiamo rendendo conto che è necessario un cambio di passo: l’oratorio, così come la parrocchia, devono porre al centro dell’attività catechetica non solo i bambini, ma l’intera famiglia costruendo un’esperienza che se ne prenda cura”. Tante famiglie alla festa di Regina Mundi, famiglie di bambini ma anche famiglie di giovani ed adulti cresciuti su questi campetti, in queste sale colorate, dove molti hanno offerto il loro servizio ai più piccoli per anni. Un luogo di storia, dove si fa memoria attraverso tante foto delle esperienze vissute, giochi, feste, campi scuola, uscite e gite ma anche celebrazioni e incontri di formazione, sempre all’interno della famiglia del Centro Oratori Romani che sin dall’inizio, dalla fondazione dell’oratorio ad opera di Francesco Carta, consigliere dell’associazione voluta da Arnaldo Canepa, ha camminato e operato in questo territorio per annunciare il Vangelo ai più piccoli. Una festa sui generis quest’anno dove i ‘vecchi’ catechisti si sono affiancati ai giovani di questa stagione per ideare, realizzare ed animare giochi per i più piccoli. Un passaggio di testimone che di generazione in generazione ha visto crescere questa comunità senza interruzioni per 60 lunghi anni, sempre nuovi ma sempre fedeli a quanto i primi catechisti avevano insegnato loro. “Sono arrivato in oratorio a 7 anni, per prepararmi alla 1° comunione alla fine degli anni ’60 – racconta Antonio Di Bartolo, già direttore e memoria storica di Regina Mundi – e ho conosciuto questa bella realtà che già da qualche anno era presente in parrocchia. Nonostante i miei genitori frequentassero un’altra chiesa in zona, io ho scelto di venire all’oratorio attraversando prati e campi che in quegli anni ancora tappezzavano il quartiere. Qui trovavo tutto: gli amici, i giochi, il cortile sempre accogliente in una Torre Spaccata che non offriva niente altro”. Come Antonio, decine di giovani hanno sperimentato il servizio fra i più piccoli formati sapientemente da Roberto Amici, al quale è dedicata la sala per il Corso allievi, che li ha istruiti e accompagnati, con un’esperienza che nessuno ha potuto dimenticare. “Allora non avevamo molto” – racconta ancora Antonio, con ricordi vividi e appassionati di questa esperienza personale e comunitaria – e l’oratorio rappresentava tutto quanto un bambino potesse desiderare. Adesso, anche se è cambiato tutto, i bambini non sono diversi: hanno bisogno ancora di quel calore che ci ha ricordato mons. Lojudice alla S. Messa inaugurale del nuovo anno pastorale del COR. In oratorio si cresce e si assume uno stile che non si dimentica più, un marchio di fabbrica che riconosci anche dopo decenni se capita di incontrarsi e di confrontarsi”. Gli adulti dell’oratorio, colonne di una comunità che ha saputo investire su questa esperienza pastorale, accorrono numerosi in questa giornata di festa, fra sorrisi ed abbracci e sguardi ammirati verso i giovani e gli adolescenti che, con la loro sgargiante felpa azzurra, accolgono e animano i bambini di questa generazione. “Oggi siamo qui per ringraziare il Signore – sottolinea Lorenzo Fara, attuale giovane direttore - per quanto l’Oratorio è riuscito a realizzare per la vita

di questa parrocchia in questi 60 anni, al di là dei meriti di ognuno. Siamo qui a pregare insieme affinché sia sempre un luogo di accoglienza e di speranza per i bambini e i ragazzi del nostro quartiere”. Tutta la comunità di Regina Mundi sottolinea con un lungo applauso, alla fine della celebrazione eucaristica che ha aperto la giornata di festa, il grazie a questi catechisti che fieramente in piedi fra i loro ragazzi si preparano a dare il via ad altri 60 anni e forse più di vita oratoriana.

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