#StoriediOratorio: Il sogno in terra sarda

#StoriediOratorio: Il sogno in terra sarda

Siamo tornati da pochi giorni dall’accogliente terra sarda per il 1° convegno dedicato all’oratorio a Tempio Pausania con la bella presenza di ben otto comunità. Ci siamo lasciati affascinare dai loro sogni d’oratorio. Fra questi, quelli degli animatori e dei catechisti adulti dell’Oratorio “Don Domenico Mureddu”. Condividiamo la testimonianza di Laura che ha raccontato alla fine della sessione del mattino, a nome della sua comunità, l’entusiasmante esperienza degli ultimi 18 mesi. Ci siamo così messi in ascolto degli adulti che operano con spirito di servizio nella pastorale oratoriana, scoprendo ancora una volta come l’oratorio sia davvero per tutti e come smuova il cuore, lo spirito e la vita di tutti colori, adulti compresi, che entrano da quel cancello trovando nella comunità dei più piccoli il vero senso del servizio al Signore.

“Secondo il dizionario, un sogno è una speranza o un desiderio vano e inconsistente. Forse la nostra fortuna è stata quella di non aver avuto il tempo di prendere in mano un dizionario. Perché con estrema incoscienza e tanta fede ci siamo buttati nel nostro desiderio. E no, non aveva niente di inconsistente. Era palpabile. Ed era fatto di emozioni di cui riuscivamo a sentire anche il suono. Quel suono. Mi sono resa conto di poterlo riconoscere ovunque e sono certa sia così anche per la mia famiglia. Questa famiglia Oratorio. Che in un anno e mezzo ha riunito persone di tutte le età, con storie ed esperienze differenti. Con un solo obiettivo in comune. Donare.

Donare se stessi, il proprio tempo, le proprie idee, le proprie forze e la propria fede. E metterli al servizio dei bambini. Quei bambini che fino a quel momento, erano solo volti non focalizzati tra le vie di questa città e che ora sono essenza. Necessità. Prendersi cura, responsabilmente, di oltre cento bambini, non è facile. Forse è per questo che, dizionario alla mano, in tanti ci hanno definito folli. Anche noi stessi in alcuni momenti. Eppure, non siamo folli, siamo totalmente e irrimediabilmente innamorati di Gesù. E in lui abbiamo riposto la nostra fede in questo meraviglioso sogno che è diventato un progetto.

E quando un genitore ti dice grazie, perché l'Oratorio è l'unico posto in cui suo figlio si sente accolto; quando un bambino ti dice grazie perché tu a differenza di suo padre, lo ami; quando un bambino per strada ti corre incontro e si abbandona al tuo abbraccio, allora, in quel preciso momento, capisci quanto giusto sia seguire i propri sogni. Fare del proprio tempo liberato e non del proprio tempo libero, un dipinto in cui il Signore pone i propri colori. Oratorio è famiglia. E la famiglia è il sogno che Dio, fin dal principio, aveva per noi tutti”.

Laura, catechista dell’Oratorio “Don Domenico Mureddu” - Tempio Pausania

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