Torna la Benedizione dei Bambinelli

Torna la Benedizione dei Bambinelli

Cari catechisti,

anche quest’anno ci avviciniamo a celebrare la Benedizione dei Bambinelli. Lo faremo in modo inconsueto: nelle nostre parrocchie, alcuni in casa, non ci sarà dato l’entusiasmo di incontrarci in San Pietro per celebrare l’eucaristia e poi salutare il Papa in Piazza. Eppure, in questo particolare Natale, dove tutto è nuovo, restiamo uniti in quella comunione che viene dal nostro Battesimo, ma anche dalla nostra comune vocazione all’Oratorio, nel servizio di annuncio del Vangelo ai più piccoli.

Questa comunione è più forte ora che siamo distanti e ci chiama a una testimonianza nuova, di speranza e consolazione. Quali sono i sentimenti che percepiamo attorno a noi?

Se in questi giorni ci guardiamo in giro, notiamo le strade più vuote, più spente: non è il solito Natale, c’è un senso velato di malinconia. Eppure, come molti hanno osservato, il fervore che ruota attorno alla festa probabilmente in passato ci ha fatto un po’ dimenticare il "Festeggiato". 

La Benedizione dei Bambinelli da sempre ha il compito di ricordare ai bambini e ai ragazzi, alle loro famiglie e in un certo senso alla città, che la vera gioia viene dal riconoscere che Gesù nasce ogni volta, di nuovo, nelle nostre vite. Oggi, nel momento in cui sperimentiamo tutta la fatica, la tristezza e talvolta il dolore che la pandemia ha generato, questa verità appare ancora più limpida e necessaria: così questo Natale “disadorno” può renderci capaci di meglio metterla a fuoco. 

Al Papa portiamo questi sentimenti. 

La Benedizione dei Bambinelli non sarà il consueto evento di piazza, ma il suo significato resta intatto, forse accresciuto perché purificato: nasce il Salvatore, l’unico che ha cambiato la Storia del mondo, l’unico che può cambiare la storia di ciascuno di noi, riempiendola di speranza.

Grazie per quello che fate nei vostri oratori, anche in questo tempo d’Avvento: seminando con impegno e dedizione, con creatività e fiducia, quella Buona Novella che Gesù porta nel mondo. Questa prossimità di relazione, questo accompagnamento "a tu per tu" che rivolgete ai bambini e ai ragazzi che vi sono affidati, è l’espressione di carità più semplice e vera per la stagione che viviamo: vale più di mille eventi. E in fondo non è altro che “incarnazione”: l’Eterno che entra nella carne piccola e ferita dell’uomo, per sollevarlo dalla sua paura e dalla sua rassegnazione.

Buon Natale!

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