Metodologia

I processi di accompagnamento del Centro Oratori Romani sono volti all’attivazione di processi di discernimento rispetto alla prassi pastorale oratoriana.

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Criterio essenziale: Accompagnamento

Relazioni d’aiuto non offerta di servizi

La nostra metodologia si ispira alla “consulenza di processo”: nell’analisi dei bisogni, nell’individuazione delle risorse, delle scelte operative e nella costruzione di procedure e azioni concrete il Centro Oratori Romani non intende sostituirsi alle parrocchie, agli oratori o alle reti di oratori nè offrire dei servizi, bensì affiancarli nel discernimento necessario per leggere i “segni dei tempi” della loro realtà e agire con rottura rispetto ai pradigmi precostituiti e scelte innovative e sperimentali.

3 dimensioni dell'accompagnamento

Dimensione carismatica

La dimensione carismatica dell’accompagnamento fa riferimento alla stimolazione e alla riscoperta nei soggetti accompagnati di quel carisma dell’oratorio e del COR, che è origine di questo apostolato. Fa riferimento diretto alla promozione di leader “adulti” nella fede e nelle relazioni.

Dimensione culturale

La dimensione culturale fa riferimento alla necessità di acquisire chiavi di lettura per leggere i “segni dei tempi” e nuove elaborazioni pastorali per innescare processi di cambiamento, nonchè strumenti (educativi, pedagogici ecc...) per migliorare l’ecacia dell’azione pastorale ordinaria18 e renderne autonomi i soggetti protagonisti.

Dimensione co-progettuale

La dimensione co-progettuale fa riferimento all’accompagnamento per la definizione e realizzazione di nuove prassi oratoriane, valorizzando il know-how della tradizione COR e le sinergie con altre realtà pastorali e immaginandole come occasioni di meta-formazione per acquisire competenze progettuali, di gestione delle risorse, educative ecc...

Corresponsabilità e sussidiarietà

La corresponsabilità struttura relazioni di accompagnamento che valorizzano la leadership. Non può darsi accompagnamento se non vi è esercizio di corresponsabilità. La corresponsabilità è però frutto a sua volta di un processo di engagement ovvero di un reciproco coinvolgimento, di entusiasmo che porta alla definizione di una finalità condivisa. Questa prospettiva genera “organismi di partecipazione” validi poichè costituiti “dal basso” e dunque pienamente sinodali.

La sussidiarietà integra l’aspetto della corresponsabilità. La sussidiarietà dice ulteriormente la reciprocità della relazione poichè il COR agisce “mettendo in condizione di”: lasciare che tutte le dimensioni dell’accompagnamento si esplicitino in autonomia locale, fugando ingerenze “centrali” ma favorendone lo sviluppo.