Ritorno all’Oratorio

Programma Pastorale 2018-2019

Questo titolo vuole sintetizzare più le nostre intenzioni programmatiche che le nostre strategie pastorali per il nuovo anno sociale. Prendiamo dunque a prestito una suggestione cinematografica degli anni ’80, per dichiarare la nostra intenzione di prenderci in questo anno il tempo e lo spazio per “ritornare alla radice” della nostra esperienza di fede e di servizio, ma anche alla radice dei nostri malesseri spirituali che appesantiscono la nostra azione. Un’occasione per suscitare una comunione nuova, alla luce di una comune esperienza della misericordia, che ci rigeneri ad un servizio più efficace, perché più autentico.

Ritornare alla radice significa:

-  verificare insieme la nostra personale sequela di Cristo e del suo Vangelo;

-  riconoscere insieme nell’Oratorio il luogo dove vivere la nostra chiamata alla Santità;

-  vivere insieme come comunità “aperta” – perché sempre capace di accogliere e di dialogare - di catechisti chiamati a raccogliere l’eredità spirituale e pastorale del Servo di Dio, Arnaldo Canepa. (vedi Statuto del COR art. 1-3) con lo slancio delle prime comunità cristiane (At 2, 42-47)

Intraprendere questa nuova stagione di “ritorno all’Oratorio” significa vivere un tempo di consapevolezza, di relazione, di confronto con il proprio mandato; un tempo durante il quale la nostra associazione vuole rivolgere uno sguardo attento, premuroso, benevolo, coinvolto, dialogante…

- verso le parrocchie della città che hanno già accolto o che vogliono accogliere l a proposta COR per l’oratorio;

- verso i tanti giovani catechisti che chiedono attenzione pastorale e sostegno spirituale nel loro servizio quotidiano,

- verso i ragazzi della nostra città, che sempre di più non conosco la bellezza del “Prendere Gesù per amico in Oratorio”.

Ritorno all’Oratorio…

Per vivere la nostra chiamata alla santità Insieme, InGioco, InCristo.

Che questo tempo nuovo sia cullato da quel “Rallegratevi ed esultate” rivolto a chi sceglie di rispondere alla chiamata alla santità di Gesù, “Vieni e seguimi”, perché non vi è vita vera se non in Cristo.

Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente… Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati.”     

(Papa Francesco - Esortazione Apostolica: “Gaudete et Exsultate”)

Per far questo, ognuno di noi dovrà mettersi in gioco, con la determinazione data dalla consapevolezza dell’importanza del proprio mandato; e la leggerezza di quel “cuor di fanciullo”, che è la grazia che abita in ogni catechista di oratorio e che sa trarre gioia e speranza in ogni difficoltà.

E nulla potrà essere fatto se non lo faremo insieme, come una vera comunità di catechisti, capaci di

“offrire e generare relazioni nelle quali la gente possa sentirsi conosciuta, riconosciuta, accolta, benvoluta, insomma: parte non anonima di un tutto. Un popolo in cui si sperimenta una qualità di rapporti che è già l’inizio di una Terra Promessa, di un’opera che il Signore sta facendo per noi e con noi.

(Papa Francesco - Incontro con la Diocesi di Roma, 14 maggio 2018)

Per concludere

“Il Signore ci chiama perché “andiamo e portiamo frutto” (cfr Gv 15,16). Nella pianta, il frutto è quella parte prodotta e offerta per la vita di altri esseri viventi. Non abbiate paura di portare frutto, di farvi “mangiare” dalla realtà che incontrerete, anche se questo “lasciarsi mangiare” assomiglia molto a uno sparire, un morire. Alcune iniziative tradizionali forse dovranno riformarsi o forse addirittura cessare: lo potremo fare soltanto sapendo dove stiamo andando, perché e con Chi.”

(Papa Francesco - Incontro con la Diocesi di Roma, 14 maggio 2018)

Sarà questo l’inizio del nostro tempo dell’Esodo, un cammino verso una meta chiara, ben definita, ma la cui durata sarà imprevedibilmente estesa; e sappiamo che una parte di questo viaggio si svolgerà nel deserto della fatica, delle delusioni, del rifiuto; sempre circondati dalla tentazione di guardare altrove, in cerca di illusorie scorciatoie.

Ci impegniamo a vivere questo tempo invocando lo Spirito Santo che ci aiuti a fare armonia tra i tanti cuori che abiteranno la nostra comunità e i tanti impegni che andranno a scandire il passare dei giorni; “perché, dove opera lo Spirito, tutto diventa armonico, sempre, e questo non stanca, questo non esaurisce…” (papa Francesco)

Per concludere, ci affidiamo una vota ancora a Maria Domina Nostra, meravigliosa custode della nostra opera, perché protegga e custodisca le nostre speranze, il nostro impegno, ma soprattutto gli oratori ed i ragazzi della nostra città. E confidiamo nello sguardo benevolo del Servo di Dio Arnaldo Canepa e della comunità dei catechisti del Centro Oratori Romani che, confidiamo, lo abbiano raggiunto nella casa del Padre, certi che sapranno intercedere per mantenere con efficacia la nostra opera al servizio della Chiesa di Roma.

Centro Oratori Romani
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00196 - Roma

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