TEMPO DI AVVENTO

“Io vedo che, quando allargo le braccia, i muri cadono. Accoglienza vuol dire costruire dei ponti e non dei muri.” (Don Andrea Gallo)

Con l’Avvento si apre il nuovo anno liturgico…si ricomincia nel segno dell’attesa di Gesù, che viene a manifestare la sua presenza nel mondo. L’oratorio si prepara ad accoglierlo, chiamando bambini e ragazzi ad aprire le porte e a fare spazio per Lui, nella “casa” dell’oratorio e nella loro vita. Seguendo l’esempio di Maria e Giuseppe, i ragazzi scopriranno di poter essere la casa accogliente in cui fare posto a Gesù e a chiunque incontreranno nel loro cammino. 

LANCIO DEL TEMA

Un gioco da realizzare nei singoli gruppi, “Il cerchio dell’accoglienza”. Si formano due squadre, in ciascuna squadra ogni partecipante è posizionato dentro ad un cerchio. Quando inizia la musica tutti escono dal proprio cerchio e si muovono liberamente nello spazio al di fuori dei cerchi. Nel frattempo il catechista toglie un cerchio dallo spazio di gioco di ciascuna squadra. Quando la musica si interrompe, ogni partecipante deve tornare in un cerchio della propria squadra (non necessariamente il suo), accogliendo nel proprio chi è rimasto senza. La squadra che per ultima “accoglie” tutti prende una penalità, che si aggiunge al computo di bambini eventualmente lasciati fuori. Il gioco continua così, togliendo ogni volta un cerchio e aumentando così man mano la difficoltà di riuscire ad entrare tutti nei cerchi a disposizione di ogni squadra. Nella manche finale si arriverà a giocare con un unico cerchio per tutta la squadra. 

Vince il gioco la squadra più "accogliente", ovvero quella che, al termine, avrà collezionato meno penalità.

APPROFONDIMENTO

In gruppo rileggeremo l’esperienza alla luce dell’atteggiamento di accoglienza. Nel gioco i ragazzi hanno sperimentato che per vincere è necessaria la cooperazione e l’aiuto reciproco. Non è possibile salvarsi in modo individuale, ma solo “facendo spazio” all’altro, accettando di accogliere tutti, in maniera che nessuno sia escluso dal nostro cerchio, dal nostro oratorio, dal nostro cuore. Si potrebbero fornire ai ragazzi cuscini, coperte, decorazioni, invitandoli ad arricchire la stanza dell’oratorio per renderla più accogliente. Quindi, proponiamo ai ragazzi di rappresentare con un disegno (o una foto)  un luogo, un oggetto o una persona che per loro rappresenta “casa”. 

Rileggendo il vangelo dell’annunciazione (Lc 1, 26-38), scopriamo che anche Maria è turbata dall’annuncio dell’angelo. Forse anche lei ha pensato che non c’era posto nella sua vita per quel figlio, che aveva altri progetti per il suo futuro e non aveva senso stravolgerli. Nonostante la paura, però, Maria ha detto sì, facendosi dimora accogliente per Gesù. Oggi il Signore chiede a noi la stessa cosa: di riorganizzare i nostri spazi (l’oratorio) e la nostra vita per fare posto a Lui. E noi, vogliamo seguire l’esempio di Maria e dire il nostro sì? Possiamo farlo in maniera semplice, partendo dal nostro atteggiamento verso chi ci circonda. Riflettiamo sulla possibilità di aprirci davvero, senza paura, all’altro, anche chi non conosciamo o non apprezziamo… lasciamolo entrare nel nostro cuore, con tutti i suoi difetti e le sue paure, e facciamogli trovare un luogo accogliente in cui stare. Al termine dell’incontro, ciascuno consegnerà il proprio disegno di “casa” a un compagno, a simboleggiare il desiderio di condividere con gli altri la propria casa. 

ATTIVITÀ

In questo tempo liturgico l’oratorio propone alcune attività significative legate alla tradizione, come la gara dei Presepi. Finalmente, dopo un lungo periodo di stop, sarà possibile riproporre la visita dei presepi nelle case dei ragazzi da parte dei catechisti. Per sottolineare il tema del tempo liturgico, è possibile prevedere, oltre al premio per il presepe più bello, anche quello per la casa/famiglia più accogliente. In linea con il tema, si può proporre anche la realizzazione, durante la prima domenica di Avvento, di un presepe di gruppo, che poi nel corso delle settimane successive girerà fra i ragazzi, che lo accoglieranno nelle loro case per qualche giorno, per poi riconsegnarlo in oratorio una volta terminato il giro. 

PREGARE INSIEME

Ricollegandosi all’attività del presepe itinerante, è possibile prevedere durante la celebrazione della prima domenica di Avvento, in accordo con il parroco, la consegna di una preghiera da fare in famiglia, di fronte al presepe, nei giorni in cui lo si ha in consegna. Nell’ultima domenica di Avvento, in occasione del ritorno del presepe, si può allestire uno spazio nella sala dell’oratorio in cui collocarlo e dedicare un momento di preghiera condivisa.

In Avvento viene tradizionalmente proposta la Novena di Natale, per vivere con i ragazzi attraverso la preghiera il tempo dell’attesa e aprire il cuore al desiderio profondo dell’incontro con Gesù che viene. Il COR ha prodotto negli anni numerosi sussidi per la Novena. In particolare, vi proponiamo quello che potete scaricare qui.

IL CAMBIAMENTO

In questo tempo liturgico, l’atteggiamento da sottolineare è quello dell’accoglienza, in famiglia, a scuola, in oratorio. Per stimolare nei ragazzi la capacità di accogliere l’altro, si potrebbe chiedere loro di invitare un loro compagno a partecipare all’incontro in oratorio, condividendo con lui un luogo che riteniamo “casa”. Per i più grandi, si potrebbe pensare di “affidare” a ciascun membro del gruppo, in maniera casuale e senza rivelarlo agli altri, un compagno verso il quale impegnarsi durante tutto il periodo di Avvento in gesti di accoglienza concreta (stimolare la partecipazione all’oratorio, coinvolgerlo nelle attività, condividere con lui parte del proprio tempo, etc.). L’impegno si potrà poi rappresentare in forma concreta alla fine del tempo liturgico, con la consegna di un piccolo dono simbolico al proprio compagno “in affido”.  

MEMO PER I CATECHISTI

In questo tempo liturgico è bene che i catechisti per primi sviluppino un atteggiamento di accoglienza. Attenzione però a non interpretare l’istanza di accogliere i bambini e i ragazzi solo come lo stare a braccia aperte ad attendere chi si affaccia alla porta dell’oratorio, ma più come il darsi da fare per andare a cercare chi ha bisogno di un posto dove sentirsi a casa, costruendo un ponte per permettere a tutti di raggiungere la casa dell’oratorio e di trovare una sedia pronta per loro. Anche nell’ambito parrocchiale, questo tempo potrà rappresentare l’occasione di far diventare ancora di più l’oratorio un luogo accogliente, in cui le altre realtà presenti possano trovare spazi di condivisione e confronto.

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